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A2C - Consulenza tecnica specialistica Consulenza Misurazione dei campi elettromagnetici ad alta e bassa frequenza
Misurazione dei campi elettromagnetici ad alta e bassa frequenza Stampa E-mail
Consulenza

James Clerk MaxwellLa teoria dell'elettromagnetismo è stata sviluppata a partire dal 1800 e nasce dall'osservazione di una correlazione tra i fenomeni dell'elettricità e del magnetismo, che prima di allora erano stati scoperti e trattati separatamente. James Clerk Maxwell elaborò nel 1864 la prima teoria moderna dell'elettromagnetismo, raggruppando in un'unica teoria tutte le precedenti osservazioni, esperimenti ed equazioni.

L'elettricità è stata scoperta in seguito all'evidenza sperimentale dell'attrazione o la repulsione tra corpi dotati di carica elettrica, corrispondente a due stati di elettrizzazione della materia, detti positivo e negativo: corpi elettrizzati entrambi positivamente o entrambi negativamente si respingono, mentre corpi elettrizzati in modo opposto si attraggono.

A partire da questo fatto, nella seconda metà del diciottesimo secolo Charles Augustin de Coulomb formulò la legge di Coulomb, che quantifica la forza elettrica attrattiva o repulsiva che due corpi puntiformi carichi elettricamente si scambiano a distanza. A partire da tale legge è possibile affermare che un corpo carico elettricamente produce nello spazio circostante un campo elettrico tale per cui, se si introduce una carica elettrica, questa risente l'effetto di una forza, detta forza di Coulomb, direttamente proporzionale al prodotto delle due cariche e inversamente proporzionale al quadrato della loro distanza.

Parallelamente, l'esistenza del magnetismo naturale nella materia era noto già agli antichi greci nel V - VI secolo a.C., anche se probabilmente era già stato scoperto nell'antica Cina dove si dice fosse già in uso un rudimentale prototipo di bussola magnetica. Gli antichi avevano scoperto la capacità di alcuni minerali, come la magnetite, di attrarre la limatura di ferro o piccoli oggetti ferrosi.

Nel 1600 apparve il De magnete di William Gilbert, che rimase a lungo il testo di riferimento sul tema del magnetismo, anche se i primi studi quantitativi sui fenomeni magnetostatici si possono far risalire alla fine del Settecento - inizio dell'Ottocento ad opera dei francesi Biot e Savart e, successivamente, di Ampère in Francia.

Una prima correlazione tra elettricità e magnetismo fu ipotizzata dal fisico danese Hans Christian Ørsted, noto come esperimento di Ørsted, osservò che un filo percorso da corrente elettrica generava attorno a sé un campo magnetico.

Campo elettromagnetico

In seguito, il chimico britannico Michael Faraday condusse una simile esperienza, ribattezzata esperimento di Faraday, per mezzo della quale dimostrò che un conduttore percorso da corrente immerso in un campo magnetico è soggetto ad una forza.

La formulazione matematica della forza esercitata da un campo magnetico sulla corrente elettrica è infine dovuta a André-Marie Ampère, che tramite l'esperimento di Ampère concluse che tra due fili di lunghezza l e distanza d, percorsi rispettivamente da una corrente di intensità i_1 e i_2, si esercita una forza il cui modulo è:

Ampere

Infine James Clerk Maxwell, unificando in modo organico i due fenomeni, formulò le 4 equazioni di Maxwell, che descrivono i fenomeni magnetostatici, elettrostatici, magnetodinamici ed elettrodinamici classici. Esse sintetizzando la legge di Gauss e la legge di Ampere, unificano il concetto di campo elettrico e di campo magnetico all'interno del più ampio concetto di campo elettromagnetico. Dalle 4 equazioni di Maxwell è possibile ricavare tutta la fisica dell'elettromagnetismo:

  • Legge di Gauss elettrica:

Legge di Gauss elettrica

  • Legge di Faraday

Legge di Faraday

  • Legge di Gauss magnetica

Legge di Gauss magnetica

  • Legge di Ampère-Maxwell

Legge di Ampere-Maxwell

dove:
E è il campo elettrico nel vuoto
D è il campo elettrico in un materiale, detta anche induzione elettrica
B è il campo magnetico percepito in un punto, anche detto induzione magnetica
H è il campo magnetico in un materiale
ρ è la densità di carica elettrica
J la densità di corrente elettrica.

E e D e H e B sono legati dalla relazione:

Induzione elettrica

µ e ε sono la permeabilità magnetica e la costante dielettrica; hanno nel vuoto come suffisso "0" e nei materiali "r".

CellulareNegli ultimi anni numerosi studi hanno trovato correlazioni statistiche tra l'esposizione a radiazione elettromagnetica e l'insorgenza di effetti a lungo termine (tumori); tali studi sono spesso contestati sulla base della presunta non significatività statistica del risultato, dovuta principalmente alla ristrettezza del campione scelto o a tempi di studio non sufficientemente lunghi. Ma le insorgenze a lungo termine di tumori prevedono latenze di decenni (emblematico il caso del mesotelioma collegato all'esposizione ad amianto), per cui occorrerà attendere altri anni per avere un quadro certo sui limiti di azione.

Nel 2001 l'IARC (Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro), parte dell'Organizzazione mondiale della sanità delle Nazioni Unite, ha inserito i campi magnetici in bassa frequenza in categoria 2B considerando un raddoppio del fattore di rischio (leucemia infantile) per esposizioni a valori di campo magnetico superiori a 0,4 microTesla. L'IARC nel 2011 ha inserito anche i campi elettromagnetici in alta frequenza in categoria 2B (senza definire una dose). La categoria 2B comprende i possibili cancerogeni per l'uomo; l'International Commission for Electromagnetic Safety (Icems) ha sottolineato nel 2012 la possibilità di aumenti a due cifre di alcune incidenze tumorali. Tuttavia, effetti biologici non oncologici (sull'uomo e sugli animali) e oncologici (sugli animali) sono universalmente riconosciuti.

Gli effetti pricipali dell'interazione con i campi elettromagnetici sono:

  1. interazione con i campi elettrici e campi magnetici a bassa frequenza;
  2. assorbimento di energia elettromagnetica ad alta frequenza, con stimolazione di nervi e muscoli e? riscaldamento di organi e tessuti;
  3. correnti di contatto che si manifestano quando il corpo umano viene in contatto con un oggetto a diverso potenziale elettrico;
  4. interazione del campo elettromagnetico con dispositivi elettromedicali impiantati o portati dal soggetto esposto (pacemaker).

Esistono poi effetti transitori minori quali:

  • fosfeni della retina,
  • sapore metallico,
  • nausea,
  • vertigini.

In fase attuale di studio sono gli:

  • AntennaEffetti sulla tiroide: le radiazioni producono sul cervello effetti quali il rallentamento o l'arresto della produzione da parte della ipofisi, dell'ormone stimolante tiroideo (TSH), determinando così una drastica riduzione degli ormoni tiroidei T4 e T3.
  • Permeabilità della barriera emato-encefalica: svariati studi effettuati su animali hanno dimostrato che i CEM usati nella telefonia mobile provocano la distruzione della barriera emato-encefalica, provocando massicci danni al cervello degli animali nonostante che la potenza impiegata per generare questo effetto sia molto più bassa di quella oggi considerata come sicura per l'uomo. Qualora questi danni vengano confermeti nell'uomo, non è da escludere un massiccio aumento delle malattie neurodegenerative come Alzheimer in persone di mezza età le quali abbiano usato telefoni cellulari per alcuni decenni.
  • Effetti nei bambini. Gli effetti delle radiazioni elettromagnetiche sono più gravi se si accumulano nel tempo, ma esistono delle età più sensibili di altre. Avere un'esposizione dai 30 ai 40 anni, ha un effetto minore di una subita dai 20 ai 30 anni, sebbene la durata sia la stessa. I bambini assorbono molte più radiazioni degli adulti. La distruzione fin dalla giovane età di cellule neuronali annulla una "riserva cerebrale" che nella vecchiaia potrebbe compensare la morte di neuroni causata dalla malattia di Alzheimer o da altre malattie degenerative. Se il cervello ha un eccesso di neuroni utilizzati poco o nulla, questi possono tornare utili per sostituire quelli morti a causa di malattia della tarda età. I ricercatori dell'Università dello Utah hanno scoperto che il cervello di un bambino di 5 anni assorbe una quantità di radiazioni quattro volte maggiore rispetto al cervello di un adulto, ed il fluido oculare di un bambino di 5 anni assorbe una quantità di radiazioni oltre 10 volte maggiore rispetto all'occhio di un adulto

I danni provocati possono essere di tipo tumorale, benigno o maligno:

  • di tipo specifico e localizzato, come tumori indotti in loco per innalzamento termico dei tessuti, esempio studiato per i telefoni cellulari, il glioma;
  • di tipo organico, come le leucemie, ad esempio sotto indagine per gli effetti delle basse frequenze degli elettrodotti.

Il danno tumorale è stato associato al fatto che i campi elettrici e magnetici inibiscono nella ghiandola pineale la produzione di melatonina, nell'uomo e nei ratti, fattore oncostatico. In seguito fu messa in relazione l'esposizione ai campi magnetici con l'inibizione notturna dell'attività della NAT ed il contenuto di melatonina nella ghiandola pineale del ratto.

Inoltre, si possono avere danni di tipo non tumorale come:

  • danni per trasferimento di potenza, esempio ustione da laser di potenza, da irradiamento infrarosso, da microonde;
  • danni da interferenza con segnali di tipo elettrico ed elettrochimico naturalmente presenti nell'organismo, come trasmissione del segnale nervoso, e flussi ionici intra- ed extra- cellulari.

Per frequenze < 1MHz l’effetto biologico prevalente a breve termine è la stimolazione delle cellule elettricamente eccitabili (la corrente è la quantità che meglio caratterizza tale effetto).

Colle BellariaPer frequenze > 1 MHz è il riscaldamento, direttamente legato alla potenza assorbita, la causa certa di significativi effetti biologici a breve termine; ciò si esplica nell'ambito della formazione di micronuclei e dello shock termico delle proteine:

  • Shock termico delle proteine: Quando avviene il surriscaldamento di punti nei tessuti umani, il corpo produce proteine per far fronte allo shock termico nel tentativo di proteggere e riparare le cellule surriscaldate. Queste proteine proteggono anche le cellule cancerose rendendole resistenti alle terapie. In molti tumori il numero di queste proteine risulta altissimo.
  • Formazione di micronuclei: I micronuclei sono filamenti spezzati del DNA ed indicano che le cellule non sono più in grado di ripararsi correttamente. Gli studi condotti dall'industria delle telecomunicazioni confermano che le radiazioni dei cellulari producono micronuclei nelle cellule ematiche umane a livelli molto bassi. Tutti i tumori sono causati da un danno genetico e la presenza di micronuclei nelle cellule è il primo segnale d'allarme del cancro. I medici che curavano le vittime del disastro di Cernobyl del 1986 usavano l'esame dei micronuclei per determinare l'estensione del danno causato dalle radiazioni. A proposito, David de Pomerai, tossicologo molecolare britannico, ha confermato che le cellule con danni genetici non risanati possono diventare cancerogene in maniera molto più aggressiva. Il ricercatore britannico Alisdair Phillips ha effettuato un'analisi più quantitativa che dà un'idea di questo aumento di aggressività delle cellule cancerogene con danni genetici, ed ha scoperto che pochi minuti di esposizione a radiazioni simili a quelle emesse dei cellulari possono trasformare un cancro attivo al 5% in uno attivo al 95%, il tutto durante l'esposizione e per un po' di tempo dopo. Sommando i risultati di questi studi, alcune ore di esposizione a microonde molto basse causerebbero un forte aumento dell'attività delle cellule tumorali, e danni genetici a queste non più sanabili, e trasmessi alle generazioni di cellule successive. Infatti, nel 2004, una serie di studi commissionati dall'Unione Europea ha confermato che i danni causati dalle onde emesse dai cellulari vengono trasmessi alla generazione successiva di cellule.

Nel marzo del 2015, uno studio sui ratti svolto dal Prof. Alexander Lerchl della Jacobs Universität di Brema e dal suo gruppo per conto dell'Ufficio federale tedesco per la protezione dalle radiazioni ha dimostrato che il tasso di crescita del cancro al fegato e ai polmoni generati da sostanze chimiche aumenta sostanzialmente quando gli animali sono irradiati permanente con campi e.m. analoghi a quelli generati da cellulare.


AntennaSi riportano i più rilevanti studi in letteratura sugli effetti biologici e sanitari dei CEM (Campi ElettroMagnetici):

  • Wertheimer e Leeper (1979): tale studio condotto a Denver dimostrò un’associazione significativa tra Leucemia infantile ed una particolare configurazione di cavi elettrici, definita dalla dimensione dei cavi e dalla vicinanza delle abitazioni. Studi successivi dimostrarono un’associazione più debole. Dagli studi e possibile ipotizzare un IR=1.6 (intervallo di confidenza al 95%; 1.1÷ 2.1)
  • Semm P, Schneider T, Vollrath L (1980): Effects of eart-strenght magnetic field on electrical activity of pineal cells. Nature 228, 607.
  • Milhan (1982): tale studio ha evidenziato un elevato rischio di Leucemia per i lavoratori del comparto elettrico (confermato da più di 40 studi successivi)
  • Welker HA, Semm P, Wilig RP, Commenty JC, Wilyschko W, and Vollrath L (1983): Effects of artificial magnetic field on serotonin N-Acetiltransferase and melatonin content of the rat pineal gland, Exp Brain Res, 50:426.
  • Olcese J, Reuss S, and Vollrath L (1985): Evidence for the involvement of the visual systemin mediating magnetic field effects on pineal melatonin syntesis in the rat, Brain Res, 333:382.
  • Comba P., Grandolfo M., Lagorio S., Polichetti A., Vecchia P. (1995): Rischio cancerogeno associato a campi magnetici a 50/60 Hz. Rapporto ISTISAN 95/29
  • Elisabeth Cardis,(2010): Brain tumour risk in relation to mobile telephone use: results of the INTERPHONE international case–control study, Int. J. Epidemiol.
  • M.Fleischmann et al (2010): QED coherence and electrolyte solutions, The Journal of electrolyte chemistry.
  • Lennart Hardell, Michael Carlberg (2014), Cell and cordless phone risk for glioma - Analysis of pooled case-control studies in Sweden, 1997-2003 and 2007-2009.

 

Per la verifica del rispetto dei limiti si utilizzano principalmente le seguenti grandezze fisiche:

  • il valore efficace del campo elettrico “E”, che si misura in Volt/metro [V/m];
  • il valore efficace del campo magnetico “H”, che si misura in Ampere/metro [A/m];
  • il valore efficace dell’induzione magnetica “B”, che si misura in Tesla [T];
  • il valore del SAR (tasso specifico di assorbimento di energia), che si misura in [W/kg].

Utlizzazione campi a BASSA FREQUENZA (ELF) - Range di frequenza: 0 – 300 Hz:

  • Generazione, distribuzione, trasformazione ed utilizzazione dell’energia elettrica (tipicamente 50 Hz)
  • Applicazioni ad uso medico, industriale, civile e domestico

Utlizzazione campi ad ALTA FREQUENZA E MICROONDE - Range di frequenza: 100 KHz – 300 GHz:

  • Apparati radiotelevisivi, telefonia cellulare, ponti radio, radar etc.
  • Applicazioni ad uso medico, industriale, civile e domestico

ELF

Come si può vedere nell'immagine in alto, che consiste in una simulazione delle correnti interne al corpo derivanti da campi magnetici (a sinistra) e elettrici (a destra) alle basse frequenze, il campo magnetico produce delle correnti indotte nel corpo circa 10 volte maggiori di quello elettrico. Per questa ragione, alle basse frequenze conviene maggiormente monitorare l'intensità del campo magnetico [uT]. Con l’esposizione a campi elettrici a bassa frequenza, nel corpo si producono campi elettrici interni che perturbano considerevolmente il campo incidente. Cariche non uniformi sono indotte sulla superficie del corpo dal campo elettrico esterno e si creano campi elettrici interni che possono generare correnti all’interno del corpo. Con l’esposizione a campi magnetici a bassa frequenza, campi elettrici interni sono prodotti dal campo magnetico che induce un campo elettrico e correnti associate nel tessuto umano. Anche le correnti che scorrono tra regioni di conduttività dei tessuti nel corpo producono campi. La diffusione delle correnti interne derivanti dal campo elettrico si localizza maggiormente verso le gambe poichè esse sono maggiormente vicino al suolo, dove c'è un contatto diretto con il terreno. Ma attenzione, il raffronto del colore delle due figure può trarre in inganno: quella di sinistra ha un fondo scala 10 volte maggiore di quella di destra. Ovvero alle basse frequenze il campo magnetico è molto più pericoloso del campo elettrico.

Nella successiva immagine, invece, si può osservare una simulazione del SAR (tasso di assorbimento specifico di energia) [W/kg] per un campo elettromagnetico, ad alta frequenza, a due diverse frequenze: 40 MHz (a sinistra) e 2000 MHz (a destra); ad esempio secondo la tabella 1 dell'allegato 36 del D.Lgs.81/08 il limite di SAR (tasso specifico di assorbimento di energia) mediato sul corpo intero è 0,4 W/kg ed invece localizzato su capo o tronco è 10 W/kg. Dalla simulazione si può evincere che aumentando la frequenza diminuisce tendenzialmente l'assorbimento da parte del corpo, localizzando gli effetti maggiormente alle estremità.

 

EMF

Risultano a maggiore probabilità di alto rischio CEM le seguenti apparecchiature:

  • Macchinari ed apparati per elettrolisi industriale
  • Saldatori elettrici e forni per fusione
  • Riscaldatori dielettrici
  • Riscaldatori ad induzione
  • Saldatori dielettrici
  • Magnetizzatori e smagnetizzatori industriali
  • Illuminazione alimentata a RF
  • Dispositivi al plasma e a radiofrequenza
  • Diatermia - trattamenti medici che ricorrono ad apparecchiature e dispositivi in grado di erogare alte potenze medie a RF (> 100 mW)
  • Treni e tram
  • Radars
  • Sistemi di controllo integrità elettrici (electric crack detector)

A livello nazionale, la normativa di riferimento sulle emissioni elettromagnetiche è la Legge 22 febbraio 2001, n. 36 ("Legge quadro sulla protezione dalle esposizioni a campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici"), che riorganizza il quadro normative italiano in maniera omogenea stabilendo delle competenze per Stato, Regioni, Province e Comuni.

Finalità della suddetta legge è dettare i principi fondamentali diretti a:

  • a) assicurare la tutela della salute dei lavoratori, delle lavoratrici e della popolazione dagli effetti dell'esposizione a determinati livelli di campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici ai sensi e nel rispetto dell'articolo 32 della Costituzione;
  • b) promuovere la ricerca scientifica per la valutazione degli effetti a lungo termine e attivare misure di cautela da adottare in applicazione del principio di precauzione di cui all'articolo 174, paragrafo 2, del trattato istitutivo dell'Unione Europea;
  • c) assicurare la tutela dell'ambiente e del paesaggio e promuovere l'innovazione tecnologica e le azioni di risanamento volte a minimizzare l'intensità e gli effetti dei campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici secondo le migliori tecnologie disponibili.

La Legge 22 febbraio 2001, n. 36 introduce alcuni concetti fondamentali quali limite di esposizione, valore di attenzione e obiettivo di qualità. Si riportano di seguito alcune definizioni basilari, contenute nell'articolo 3:

  • Esposizione: condizione di una persona soggetta a campi elettrici, magnetici, elettromagnetici, o a correnti di contatto, di origine artificiale;
  • Limite di esposizione: valore di campo elettrico, magnetico ed elettromagnetico, considerato come valore di immissione, definito ai fini della tutela della salute da effetti acuti, che non deve essere superato in alcuna condizione di esposizione della popolazione e dei lavoratori;
  • Valore di attenzione: valore di campo elettrico, magnetico ed elettromagnetico, considerato come valore di immissione, che non deve essere superato negli ambienti abitativi, scolastici e nei luoghi adibiti a permanenze prolungate. Esso costituisce misura di cautela ai fini della protezione da possibili effetti a lungo termine e deve essere raggiunto nei tempi e nei modi previsti dalla legge;
  • Obiettivi di qualità: Criteri localizzativi, standard urbanistici, prescrizioni ed incentivazioni per l'utilizzo delle migliori tecnologie disponibili, indicati dalle leggi regionali secondo le competenze definite dall'art. 8; Valori di campo elettrico, magnetico ed elettromagnetico, definiti dallo Stato secondo le previsioni di cui all'art. 4, comma l, lettera a), ai fini della progressiva minimizzazione dell'esposizione ai campi medesimi;
  • Elettrodotto: insieme delle linee elettriche, delle sottostazioni e delle cabine di trasformazione;
  • Esposizione dei lavoratori e delle lavoratrici: ogni tipo di esposizione dei lavoratori e delle lavoratrici che, per la loro specifica attività lavorativa, sono esposti a campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici;
  • Esposizione della popolazione: ogni tipo di esposizione ai campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici, ad eccezione dell'esposizione di cui al punto precedente e di quella intenzionale per scopi diagnostici o terapeutici.

Sulla base dell'art. 4, comma 2, lettera (a) della suddetta legge, che prevedeva venissero fissati i limiti di esposizione, i valori di attenzione e gli obiettivi di qualità per la protezione dalla esposizione della popolazione, nonché le tecniche di misurazione e di rilevamento dei livelli di emissioni elettromagnetiche, è stato poi emanato, su proposta dei Ministro dell'Ambiente di concerto con il Ministro della Sanità, il DPCM 08 luglio 2003 "Fissazione dei limiti massimi di esposizione, dei valori di attenzione e degli obiettivi di qualità per la protezione della popolazione dalle esposizioni ai campi elettrici e magnetici generati alla frequenza di rete (50 Hz) generati dagli elettrodotti", pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 200 del 29 agosto 2003. A titolo di misura cautelativa per la protezione da possibili effetti a lungo termine, eventualmente connessi con l'esposizione ai campi magnetici generati alla frequenza di rete (50 Hz), nelle aree gioco per l'infanzia, in ambienti abitativi, in ambienti scolatici e nei luoghi adibiti a permanenza non inferiori a quattro ore giornaliere, si assume per l'induzione magnetica il valore di attenzione di 10 µT, da intendersi come mediana dei valori nell'arco di 24 ore nelle normali condizioni di esercizio. L'obiettivo di qualità di 3 µT per il valore dell'induzione magnetica (sempre da intendersi come mediana dei valori nell'arco di 24 ore nelle normali condizioni di esercizio) si applica a i nuovi elettrodotti in corrispondenza alle aree sopra indicate per permanenze non inferiori alle quattro ore giornaliere e nella progettazione dei nuovi insediamenti e delle nuove aree di cui sopra in prossimità di linee ed installazioni elettriche già presenti nel territorio. Invece per quanto riguarda le alte frequenze occorre far riferimento all'Allegato B, richiamato dall'art. 4:

"

Art. 4. Obiettivi di qualita

Ai fini della progressiva minimizzazione della esposizione ai campi elettromagnetici, i valori di immissione dei campi oggetto del presente decreto, calcolati o misurati all'aperto nelle aree intensamente frequentate, non devono superare i valori indicati nella tabella 3 dell'allegato B. Detti valori devono essere mediati su un'area equivalente alla sezione verticale del corpo umano e su qualsiasi intervallo di sei minuti.

".

Si riporta di seguito, per comodità di lettura, il suddetto allegato B.

DPCM

Ovvero, riassumendo, per le alte frequenze i limiti di qualità per aree intensamente frequentate sono di 6 V/m per l'intensità di campo elettrico e di 100 mW/m2 per la densità di potenza.

Con D.M. 29 maggio 2008 è stata approvata la metodologia di calcolo per la procedura di misura e valutazione dell'induzione magnetica ed è stata approvata la metodologia di calcolo per la determinazione delle fasce di rispetto degli elettrodotti, nel pieno rispetto dei principi della Legge Quadro 36/01 e del DPCM 8 luglio 2003.

CavoIl D.I. 381/1998 poneva le norme base per la determinazione dei tetti di radiofrequenza compatibili con la salute umana. Tali disposizioni, sebbene sostituite da quelle del DPCM 08 luglio 2003, costituiscono comunque un punto di riferimento indicativo. In particolare l'art. 4 comma 1 e 2 disponeva:

"

Art. 4. Misure di cautela ed obiettivi di qualita'

1. Fermi restando i limiti di cui all'articolo 3, la progettazione e la realizzazione dei sistemi fissi delle telecomunicazioni e radiotelevisivi operanti nell'intervallo di frequenza compresa fra 100 kHz e 300 GHz e l'adeguamento di quelle preesistenti, deve avvenire in modo da produrre i valori di campo elettromagnetico piu' bassi possibile, compatibilmente con la qualita' del servizio svolto dal sistema stesso al fine di minimizzare l'esposizione della popolazione.

2. Per i fini di cui al precedente comma 1, in corrispondenza di edifici adibiti a permanenze non inferiori a quattro ore non devono essere superati i seguenti valori, indipendentemente dalla frequenza, mediati su un'area equivalente alla sezione verticale del corpo umano e su qualsiasi intervallo di sei minuti: 6 V/m per il campo elettrico, 0,016 A/m per il campo magnetico intesi come valori efficati e, per frequenze comprese tra 3 Mhz e 300 GHz, 0,10 W/m2 per la densita' di potenza dell'onda piana equivalente.

".

A livello regionale, in Campania vige la L.R. 24 novembre 2001, n. 13 "Prevenzione dei danni derivanti dai campi elettromagnetici generati da elettrodotti" (Pubblicata sul B.U.R.C. del 29 novembre 2001). La Corte Costituzionale, con sentenza n. 307 del 7 ottobre 2003, ha dichiarato l'illegittimità costituzionale di alcuni articoli della suddetta legge, tra cui il comma 3 dell'art. 2 secondo cui gli strumenti urbanistici dovevano assicurare la realizzazione del rispetto del valore limite di induzione magnetica, misurata al ricettore, di 0,2 µT in prossimità di asili, scuole, aree verdi attrezzate, ospedali ed aree urbane, nonché uffici adibiti a permanenza di persone non inferiori a 4 ore giornaliere.

Le tecniche di misurazione da adottare sono quelle indicate dalla norma CEI 211-6 (data pubblicazione 2008-09, classificazione CEI 211-4 seconda edizione) "Guida ai metodi di calcolo dei campi elettrici e magnetici generati da linee e da stazioni elettriche".

l metodi di calcolo previsionale dei campi elettromagnetici sono quelli indicati dalla norma CEI 211-4 (data pubblicazione 2001-01, classificazione 211-6 prima edizione) "Guida per la misura e per la valutazione dei campi elettrici e magnetici nell'intervallo di frequenza 0 Hz-10 kHz, con riferimento all'esposizione umana".

EMF819Alcune attività lavorative possono dare luogo ad elevate esposizioni a campi elettromagnetici (da 0 Hz a 300 GHz), con possibili rischi per la salute dei lavoratori. A seguito della pubblicazione della Direttiva 2013/35/UE il termine ultimo previsto per la valutazione obbligatoria dei CEM è stato fissato al 01/07/2016.

L'art. 207 del DLgs 81/08 specifica 2 livelli di limite:

  • valori limite di esposizione: limiti all'esposizione a campi elettromagnetici che sono basati direttamente sugli effetti sulla salute accertati e su considerazioni biologiche. Il rispetto di questi limiti garantisce che i lavoratori esposti ai campi elettromagnetici sono protetti contro tutti gli effetti nocivi a breve termine per la salute conosciuti; tali valori sono riportati nell'allegato XXXVI, lettera A, tabella 1:

Tabella1-AllXXXVI

  • valori di azione: l'entita' dei parametri direttamente misurabili, espressi in termini di intensita' di campo elettrico (E), intensita' di campo magnetico (H), induzione magnetica (B), corrente indotta attraverso gli arti (IL), e densita' di potenza (S), che determina l'obbligo di adottare una o piu' delle misure specificate nel presente capo. Il rispetto di questi valori assicura il rispetto dei pertinenti valori limite di esposizione; tali valori sono riportati nell'allegato XXXVI, lettera B, tabella 2.

Tabella2-AllXXXVI

L'art. 209 esplicita gli obblighi del datore di lavoro:
"Nell'ambito della valutazione dei rischi di cui all'articolo 181, il datore di lavoro valuta e, quando necessario, misura o calcola i livelli dei campi elettromagnetici ai quali sono esposti i lavoratori. La valutazione, la misurazione e il calcolo devono essere effettuati in conformita' alle norme europee standardizzate del Comitato europeo di normalizzazione elettrotecnica (CENELEC). Finche' le citate norme non avranno contemplato tutte le pertinenti situazioni per quanto riguarda la valutazione, misurazione e calcolo dell'esposizione dei lavoratori ai campi elettromagnetici, il datore di lavoro adotta le specifiche ((buone prassi)) individuate od emanate dalla Commissione consultiva permanente per la prevenzione degli infortuni e per l'igiene del lavoro, o, in alternativa, quelle del Comitato Elettrotecnico Italiano (CEI), tenendo conto, se necessario, dei livelli di emissione indicati dai fabbricanti delle attrezzature. A seguito della valutazione dei livelli dei campi elettromagnetici effettuata in conformita' al comma 1, qualora risulti che siano superati i valori di azione di cui all'articolo 208, il datore di lavoro valuta e, quando necessario, calcola se i valori limite di esposizione sono stati superati.".

La valutazione deve essere effettuata tenendo in considerazione:

  • EMF819Cellulareil livello, lo spettro di frequenza, la durata ed il tipo dell'esposizione;
  • i valori limite di esposizione e i valori di azione di cui all'articolo 208;
  • tutti gli effetti sulla salute e sulla sicurezza dei lavoratori particolarmente sensibili al rischio;
  • effetto indiretto come l'interferenza con attrezzature e dispositivi medici elettronici (compresi stimolatori cardiaci e altri dispositivi impiantati);
  • effetto indiretto come il rischio propulsivo di oggetti ferromagnetici in campi magnetici statici con induzione magnetica superiore a 3 microT;
  • effetto indiretto come l'innesco di dispositivi elettro-esplosivi (detonatori);
  • effetto indiretto come gli incendi ed esplosioni dovuti all'accensione di materiali infiammabili provocata da scintille prodotte da campi indotti, correnti di contatto o scariche elettriche;
  • l'esistenza di attrezzature di lavoro alternative progettate per ridurre i livelli di esposizione ai campi elettromagnetici;
  • la disponibilita' di azioni di risanamento volte a minimizzare i livelli di esposizione ai campi elettromagnetici;
  • per quanto possibile, informazioni adeguate raccolte nel corso della sorveglianza sanitaria, comprese le informazioni reperibili in pubblicazioni scientifiche;
  • sorgenti multiple di esposizione;
  • esposizione simultanea a campi di frequenze diverse.

La mancata valutazione comporta le seguenti sanzioni:

  • arresto da 3 a 6 mesi o ammenda da € 2.500,00 a € 6.400,00 (art. 219 c. 1 lett. a);
  • arresto da 3 a 6 mesi o ammenda da € 2.000,00 a € 4.000,00 (art. 219 c. 1 lett. b).

Nel caso di superamento dei valori di azione, secondo l'art. 210, il datore di lavoro ha l'obbligo di applicare un programma d'azione che comprenda misure tecniche e organizzative intese a prevenire esposizioni superiori ai valori limite di esposizione, tenendo conto in particolare:

  • di altri metodi di lavoro che implicano una minore esposizione ai campi elettromagnetici;
  • della scelta di attrezzature che emettano campi elettromagnetici di intensita' inferiore, tenuto conto del lavoro da svolgere;
  • delle misure tecniche per ridurre l'emissione dei campi elettromagnetici, incluso se necessario l'uso di dispositivi di sicurezza, schermature o di analoghi meccanismi di protezione della salute;
  • degli appropriati programmi di manutenzione delle attrezzature di lavoro, dei luoghi e delle postazioni di lavoro;
  • della progettazione e della struttura dei luoghi e delle postazioni di lavoro;
  • della limitazione della durata e dell'intensita' dell'esposizione;
  • della disponibilita' di adeguati dispositivi di protezione individuale.

Secondo il DLgs 81/08, la Sorveglianza Sanitaria è effettuata periodicamente, di norma una volta l’anno o con periodicità inferiore decisa dal medico competente, in considerazione dei risultati della valutazione del rischio. In particolare, devono essere tempestivamente sottoposti a controllo medico i lavoratori per i quali è stata rilevata un’esposizione superiore ai valori di azione stabiliti dal Titolo VIII capo IV del Testo Unico sulla sicurezza.

 

Cosa offrono i tecnici dell’A2C

A2CI tecnici dell'A2C eseguono la misurazione dei Campi Elettromagnetici, sia a bassa frequenza e sia ad alta frequenza, negli edifici o nei luoghi di lavoro, permettendo di evidenziare il rispetto dei limiti normativi e l'effettiva esposizione degli utenti a tale rischio. Se necessarie, alla fine della valutazione, saranno anche suggerite delle soluzioni per mitigare l'effetto dei campi o attraverso delle prassi più idonee di utilizzazione e zonizzazione delle aree o installando delle opportune schermature, ove applicabile.

Il costo è variabile a seconda della complessità della misurazione e dal numero di punti di misura.

In ambito residenziale, per appartamenti fino a 100 m2, si può usufruire del servizio di consulenza e misurazione dei campi elettromagnetici ad un prezzo di offerta di 250 € (iva compresa).

Il presente servizio è attivo solo nelle provincie di Salerno, Avellino, Benevento e Potenza.

 
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Il presente servizio è riferito ad impianti situati nei seguenti comuni: Salerno, Cava de' Tirreni, Battipaglia, Scafati, Nocera Inferiore, Eboli, Pagani, Angri, Sarno, Pontecagnano Faiano, Nocera Superiore, Capaccio, Mercato San Severino, Agropoli, Baronissi, Campagna, Castel San Giorgio, Fisciano, Bellizzi, Sala Consilina, Montecorvino Rovella, Giffoni Valle Piana, Pellezzano, Siano, San Valentino Torio, San Marzano sul Sarno, Montecorvino Pugliano, Roccapiemonte, Sant'Egidio del Monte Albino, Vallo della Lucania, Vietri sul Mare, Teggiano, Castellabate, Roccadaspide, Camerota, Sapri, Altavilla Silentina, Olevano sul Tusciano, San Cipriano Picentino, Montesano sulla Marcellana, Albanella, Ascea, Maiori, Bracigliano, Padula, Buccino, Giffoni Sei Casali, Amalfi, Polla, Sassano, Centola, Casal Velino, San Gregorio Magno, Palomonte, Tramonti, Serre, Positano, Oliveto Citra, San Giovanni a Piro, Colliano, Contursi Terme, Sicignano degli Alburni, Vibonati, Santa Marina, Pisciotta, Acerno, Caggiano, Minori, Sant'Arsenio, Sanza, Castel San Lorenzo, San Mango Piemonte, Buonabitacolo, Castelnuovo Cilento, Corbara, Montecorice, Ceraso, Ravello, Pollica, Auletta, Atena Lucana, Cetara, Postiglione, Ogliastro Cilento, Novi Velia, Torre Orsaia, Praiano, Salento, Montano Antilia, Caselle in Pittari, Celle di Bulgheria, Moio della Civitella, Castelcivita, Torchiara, Perdifumo, Valva, San Rufo, Laurino, San Pietro al Tanagro, Trentinara, Rofrano, Monte San Giacomo, Roccagloriosa, Aquara, Calvanico, Omignano, Scala, Laviano, Piaggine, Casaletto Spartano, Sessa Cilento, Gioi, Castiglione del Genovesi, Felitto, Torraca, Futani, Cicerale, Giungano, Ricigliano, Casalbuono, Petina, Orria, Laureana Cilento, Lustra, Alfano, Cannalonga, Perito, Ispani, San Mauro Cilento, Prignano Cilento, Stio, Atrani, Controne, Rutino, Laurito, Bellosguardo, Roscigno, Furore, Stella Cilento, Magliano Vetere, Ottati, Conca dei Marini, Morigerati, Sant'Angelo a Fasanella, Pertosa, San Mauro La Bruca, Corleto Monforte, Castelnuovo di Conza, Salvitelle, Cuccaro Vetere, Sacco, Monteforte Cilento, Tortorella, Santomenna, Campora, Romagnano al Monte, Serramezzana, Valle dell'Angelo, Avellino, Ariano Irpino, Monteforte Irpino, Mercogliano, Solofra, Atripalda, Montoro Inferiore, Cervinara, Montoro Superiore, Grottaminarda, Mirabella Eclano, Montella, Avella, Serino, Lioni, Montemiletto, Forino, Mugnano del Cardinale, Calitri, Baiano, San Martino Valle Caudina, Sant'Angelo dei Lombardi, Nusco, Altavilla Irpina, Volturara Irpina, Bisaccia, Frigento, Aiello del Sabato, Montecalvo Irpino, Sperone, Pratola Serra, Gesualdo, Rotondi, Lauro, Caposele, Montefalcione, Fontanarosa, Bagnoli Irpino, Manocalzati, Sturno, Flumeri, Montemarano, Sirignano, Contrada, Prata di Principato Ultra, Vallata, Lacedonia, Paternopoli, San Michele di Serino, Venticano, Cesinali, Calabritto, Bonito, Taurasi, Pietradefusi, Quindici, Capriglia Irpina, Chiusano di San Domenico, Roccabascerana, Montefredane, Torella dei Lombardi, Santo Stefano del Sole, Castelfranci, Andretta, Grottolella, Melito Irpino, Quadrelle, Ospedaletto d'Alpinolo, Casalbore, Domicella, Pago del Vallo di Lauro, Aquilonia, Guardia Lombardi, Villanova del Battista, San Sossio Baronia, Marzano di Nola, Castelvetere sul Calore, Moschiano, Sant'Andrea di Conza, Summonte, Lapio, Taurano, San Potito Ultra, Teora, Pietrastornina, Carife, Santa Lucia di Serino, Conza della Campania, Santa Paolina, Montefusco, Torre Le Nocelle, Vallesaccarda, Morra De Sanctis, Scampitella, Luogosano, Zungoli, San Mango sul Calore, Savignano Irpino, Castel Baronia, Candida, Trevico, Cassano Irpino, Villamaina, Tufo, Rocca San Felice, Sant'Angelo all'Esca, Senerchia, Monteverde, San Nicola Baronia, Salza Irpina, Greci, Sant'Angelo a Scala, Parolise, Sorbo Serpico, Torrioni, Chianche, Montaguto, Cairano, Petruro Irpino.

Ultimo aggiornamento Mercoledì 25 Maggio 2016 10:58
 

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