Il gas Radon è la seconda causa di tumore polmonare in Italia dopo il fumo di sigaretta, eppure la maggior parte delle persone non ha mai sentito nominare questo rischio. È incolore, inodore e invisibile: non si percepisce in nessun modo senza una misurazione strumentale. Entra nelle abitazioni dal sottosuolo attraverso crepe, giunture e fondamenta, si accumula nei piani bassi e nei seminterrati, e si respira ogni giorno senza saperlo. In Campania la quota supera il 13% dei casi totali di tumore polmonare. In questa pagina trovi tutto quello che serve sapere: cos'è il Radon, come si misura, quali sono i limiti di legge e come si interviene per ridurre stabilmente la concentrazione nella tua abitazione o attività.
Il Radon è un gas nobile radioattivo, incolore, inodore e insapore. Il suo simbolo chimico è Rn, la massa atomica è 222 e deriva dal decadimento naturale dell'Uranio (238U). Si forma dal decadimento del suo progenitore diretto, il Radio (226Ra), e ha un tempo di dimezzamento di 3,8 giorni: in questo periodo, essendo gassoso, può spostarsi facilmente dal punto di origine e contaminare aree molto estese.
Nel 1988 l'Organizzazione Mondiale della Sanità, attraverso la IARC, ha classificato ufficialmente il Radon come cancerogeno certo per l'uomo, al pari del benzene e dell'amianto. Le rocce più problematiche sono quelle ad alto contenuto di Uranio e Radio: tufo, granito e porfido — materiali largamente utilizzati nell'edilizia campana storica.
L'ingresso del Radon nell'edificio avviene principalmente per differenza di pressione tra interno ed esterno: l'aria più calda all'interno crea una lieve depressione che aspira il gas dal terreno verso i piani bassi. Le vie di ingresso più comuni sono crepe nei solai e nelle murature, giunture non sigillate, vani scala e cavedi, condotte fognarie, aperture verso l'esterno al di sotto di 1,2 m dal suolo e materiali da costruzione di origine vulcanica.
Il Radon e le sostanze che si formano dal suo decadimento (dette progenie) emettono particelle alfa e beta. Quando vengono inalate, si depositano nel tessuto polmonare causando un irraggiamento altamente energetico che danneggia le cellule epiteliali, aumentando significativamente il rischio di tumore polmonare.
Per i fumatori, il rischio è ulteriormente amplificato: l'esposizione a forti dosi di Radon aumenta di circa il 25% la probabilità di sviluppare un tumore polmonare rispetto a un fumatore non esposto. Lo studio ISS del progetto PNR-CCM stima 3.237 morti l'anno per tumore polmonare attribuibili al Radon nelle abitazioni — il 10% del totale nazionale. La Campania è tra le regioni più esposte: 372 casi stimati su 2.822 osservati, pari al 13%.
Il D.Lgs. 101/2020 — recepimento della Direttiva 2013/59/Euratom — fissa il livello di riferimento a 300 Bq/m³ (media annua) per abitazioni e luoghi di lavoro esistenti. Per le nuove abitazioni, dal 2025 il limite scende a 200 Bq/m³.
Per i luoghi di lavoro, gli obblighi di misura sono consolidati: locali interrati, stazioni termali e asili da molti anni; con il D.Lgs. 101/2020 gli obblighi si sono estesi anche alle attività al piano terra. In Campania è inoltre vigente la Legge Regionale 13/2019, che estende l'obbligo di misurazione a qualsiasi attività commerciale o produttiva al piano terra, indipendentemente dalla tipologia edilizia. Il D.Lgs. 81/2008 impone di includere il rischio Radon nel DVR.
La concentrazione di Radon si misura in Bq/m³ (Becquerel per metro cubo). Le due tecniche principali sono:
Misuratori attivi — strumenti elettrici portatili che forniscono una lettura in tempo quasi reale. Consigliabili per una prima indicazione rapida e per abitazioni private dove il quadro normativo è meno stringente.
Misuratori passivi (dosimetri a tracce nucleari) — piccoli dispositivi senza alimentazione elettrica che vengono posizionati in punti strategici per 3–12 mesi. Sono i soli strumenti ammessi per le misurazioni con valenza normativa, grazie alla loro elevatissima precisione sulla media annua. Non sono nocivi e possono essere maneggiati senza alcun rischio.

I tecnici A2C eseguono le misurazioni con dosimetri passivi conformi alla norma UNI ISO 11665-4:2021, con rapporto di prova firmato da un Esperto Qualificato in Radioprotezione di III° grado e analisi in laboratorio accreditato UNI CEI EN ISO/IEC 17025.
Se la concentrazione di Radon misurata supera i limiti raccomandati, è necessario un intervento per ridurla stabilmente al di sotto delle soglie vigenti. Il primo passo è un sopralluogo che analizza i fattori chiave: ordine di grandezza della concentrazione, origine della contaminazione (terreno, materiali, acqua), percorso del gas all'interno dell'edificio, tipologia edilizia, presenza di punti di passaggio facilitato e impianti di aerazione esistenti.
Le principali strategie di intervento sono:
Ottimizzazione della ventilazione — quando il problema è riconducibile all'insufficienza del ricambio d'aria, aumentare la portata dell'impianto aeraulico esistente è spesso l'intervento più rapido ed economico. È efficace nei locali interrati e nei seminterrati con impianto già presente ma sottodimensionato rispetto all'emissività del Radon (come nel caso della farmacia documentata tra i casi studio).
Ventilazione meccanica controllata (VMC) — installazione di un sistema di ventilazione a flusso bilanciato che garantisce un ricambio d'aria controllato e continuo, diluendo il Radon prima che si accumuli. È la soluzione più versatile per le abitazioni residenziali, compatibile con il miglioramento dell'efficienza energetica dell'edificio.
Depressurizzazione sub-soletta — aspirazione del gas dal terreno o dalla cavità sub-pavimento prima che entri nell'edificio, attraverso uno o più condotti collegati a un estrattore. È la tecnica più efficace quando la via di ingresso principale è il solaio a contatto con il terreno. Richiede un'analisi preventiva della permeabilità del sotto-solaio.
Sigillatura e impermeabilizzazione — chiusura delle discontinuità strutturali (giunti, passaggi di tubazioni, fessure) che costituiscono i percorsi preferenziali di ingresso del gas. Si usa spesso in combinazione con altre tecniche per aumentarne l'efficacia.
Sovrappressione interna — immissione di aria nell'edificio in misura superiore all'estrazione, riducendo la differenza di pressione che favorisce l'ingresso del Radon dal suolo. È indicata in edifici con buona tenuta dell'involucro.
I tecnici A2C — con competenze di ingegneria chimica per la modellazione fluidodinamica degli ambienti — offrono l'intero percorso: sopralluogo iniziale, analisi di fattibilità, progetto esecutivo, supervisione dei lavori e misurazione finale di collaudo con relazione tecnica.
Ogni edificio è diverso. Questi casi reali documentano come si presenta il problema del gas Radon in contesti diversi — dal seminterrato storico all'appartamento condominiale — e quali risultati si ottengono con una misurazione e, quando necessaria, una bonifica professionale.
Sottotetto in provincia di Avellino: lapillo vulcanico come sorgente. Valori fino a 472 Bq/m³, bonifica con VMC, post-bonifica conforme.
Leggi il caso studioUndici ambienti monitorati per 12 mesi sulla Costiera Amalfitana. Tutti conformi, massimo 47 Bq/m³. Documentazione completa per DVR e L.R. 13/2019.
Leggi il caso studioAppartamento condominiale a Salerno in cemento armato. Concentrazione inferiore alla soglia di quantificazione strumentale. Nessun intervento necessario.
Leggi il caso studioVilletta al piano rialzato con tufo in provincia di Salerno. 11 e 25 Bq/m³ nei due ambienti campionati. Nessun intervento necessario.
Leggi il caso studioLocale interrato in edificio ottocentesco in tufo a Napoli. Valori 452–497 Bq/m³ nella prima campagna, bonifica aeraulica, 208–214 Bq/m³ nella seconda. Conformi.
Leggi il caso studioNel video qui sotto trovi una spiegazione pratica delle modalità di misurazione del Radon in abitazione e delle principali strategie di bonifica.

I tecnici A2C eseguono la misurazione del gas Radon in abitazioni e luoghi di lavoro, con confronto rispetto ai limiti normativi vigenti (D.Lgs. 101/2020, L.R. Campania 13/2019). Se necessario, vengono indicate e progettate soluzioni di bonifica per ridurre stabilmente la concentrazione al di sotto dei limiti.
Per appartamenti fino a 100 m²: 250 €
(oneri fiscali e previdenziali inclusi, escluse spese di trasferta).
Per luoghi di lavoro, locali interrati o esigenze specifiche: preventivo personalizzato.
📍 Servizio attivo nelle province di Salerno e Avellino.
Il presente servizio è attivo esclusivamente nei seguenti comuni: Salerno, Cava de' Tirreni, Castiglione del Genovesi, Pellezzano, Vietri sul Mare, Baronissi, Fisciano, Pontecagnano Faiano, San Mango Piemonte, Cetara, Bellizzi, Nocera Inferiore, Mercato San Severino, Pagani, Battipaglia, Sant'Egidio del Monte Albino, Montoro Inferiore, Minori, Maiori, Corbara, Nocera Superiore, Eboli, Roccapiemonte, Angri, Atrani, Montecorvino Pugliano, Castel San Giorgio, Amalfi, San Valentino Torio, Solofra, San Marzano sul Sarno, Sarno, Bracigliano, Scafati, Pompei, Montoro Superiore, Siano, Sant'Antonio Abate, Santa Maria la Carità, Striano, Forino, Ravello, Gragnano, Poggiomarino, Torre Annunziata, San Cipriano Picentino, Scala, Lettere, Casola di Napoli, Praiano, Conca dei Marini, Tramonti, Serino, Castellammare di Stabia, San Giuseppe Vesuviano, Santo Stefano del Sole, Cesinali, Terzigno, Campagna, Palma Campania, Ottaviano, Aiello del Sabato, Trecase, Albanella, San Gennaro Vesuviano, Calvanico, Atripalda, Capriglia Irpina, Pimonte, Marigliano, Nola, San Paolo Bel Sito, Contursi Terme, Furore, Torre del Greco, Mariglianella, Avellino, Contrada, Vico Equense, Tufino, San Vitaliano, Scisciano, Comiziano, Saviano, Casamarciano, Camposano, San Sebastiano al Vesuvio, Somma Vesuviana, Brusciano, Palomonte, Portici, Cicciano, Acerno, Cercola, San Giorgio a Cremano, Sant'Anastasia, Pomigliano d'Arco, Oliveto Citra, Domicella, Colliano, Baiano, Montefalcione, Pratola Serra, Volla, Altavilla Silentina, Sicignano degli Alburni, Liveri, Castello di Cisterna, Polla, Agerola, Pollena Trocchia, Napoli, Cimitile, Avella, Acerra, Montefredane, San Michele di Serino, Monteforte Irpino, Mercogliano, Positano, Candida, Parolise, Lauro, Moschiano, Manocalzati, Olevano sul Tusciano, Quindici, Giffoni Valle Piana, Valva, Buccino, Giffoni Sei Casali, Visciano, Carbonara di Nola, Postiglione, Casavatore, Pertosa, Casoria, Sorbo Serpico, San Potito Ultra, Pago del Vallo di Lauro, Casalnuovo di Napoli, Romagnano al Monte, Auletta, Recale, Casagiove, San Nicola la Strada, Sant'Angelo a Scala, Marzano di Nola, Mugnano del Cardinale, Afragola, Arzano, Crispano, Casapulla, Meta, Grottolella, Ospedaletto d'Alpinolo, Taurano, Pietradefusi, Montemiletto, Capaccio, Castelcivita, Santomenna, Curti, San Prisco, Sirignano, Petina, Caserta, Capodrise, Trentinara, Torre Le Nocelle, Caivano, Cardito, Melito di Napoli, Sant'Arpino, Succivo, Sala Consilina, San Felice a Cancello, Santa Maria a Vico, Portico di Caserta, Piano di Sorrento, Montefusco, Roccarainola, Frattaminore, Frattamaggiore, Grumo Nevano, Cesa, Macerata Campania, Santa Maria Capua Vetere, San Rufo, Quadrelle, Aquara, Marcianise.
Come faccio a sapere se in casa mia c'è il Radon?
L'unico modo è una misurazione strumentale: il Radon è incolore, inodore e del tutto impercepibile ai sensi. I dosimetri passivi, da posizionare in casa per 3–12 mesi, sono lo strumento più preciso e con valenza normativa. Per una prima indicazione rapida è disponibile anche la misurazione con strumento attivo, più veloce e meno costosa.
Abito al terzo piano: sono comunque a rischio Radon?
Il rischio è più basso rispetto ai piani terra e interrati, ma non è zero. Il Radon può risalire dall'interrato attraverso vani scala, cavedi e colonne impiantistiche. La concentrazione tende a diminuire con l'altezza, ma in edifici con scarsa tenuta dei solai intermedi valori significativi possono essere presenti anche ai piani superiori. La misurazione è l'unico modo per saperlo con certezza.
Ho un'attività commerciale al piano terra in Campania: sono obbligato a misurare il Radon?
Sì. La L.R. Campania 13/2019 estende l'obbligo di misurazione a qualsiasi attività lavorativa al piano terra, indipendentemente dalla presenza di locali interrati. L'obbligo si aggiunge a quello nazionale previsto dal D.Lgs. 101/2020. La misura deve essere documentata con rapporto di prova firmato da un Esperto Qualificato in Radioprotezione.
Quanto tempo ci vuole per fare una bonifica?
Dipende dalla strategia scelta. La sigillatura di discontinuità specifiche o l'installazione di un sistema di aspirazione localizzato richiedono pochi giorni. Una VMC completa per una villetta di medie dimensioni richiede 1–2 settimane. In ogni caso la misurazione di collaudo post-operam verifica l'efficacia prima della consegna.
La bonifica dal Radon aumenta il valore dell'immobile?
Sì. Una certificazione di bassa concentrazione di Radon è già un requisito obbligatorio nella compravendita immobiliare negli Stati Uniti. In Italia questa norma non è ancora vigente, ma la direttiva europea spinge in questa direzione. Disporre di una relazione tecnica che attesta la conformità ai limiti è oggi un elemento di trasparenza che incide positivamente sul valore percepito dell'immobile.
In sintesi: il Radon è un rischio reale, misurabile e risolvibile. Non richiede interventi invasivi nella maggior parte dei casi, ma richiede consapevolezza. Una misurazione professionale è il primo passo — e spesso basta quello per dormire tranquilli.